d’estate ribelli i sogni cercavano il vento


adesso cerco solo di capire


se l’odore della terra umida mi farà paura


perché la foglia imputridisce sugli ossi


perché l’immortalità è una puttana


con l’inguine sfruttato dal caso


avevamo piatti con rose dove pioveva


mia madre si cercava nelle gonne le passioni


mio padre puliva i motori


la felicità era un andare avanti giorno per giorno


mentre la nonna era una croce di legno


solo all’inizio piena di corone



a vent’anni la mente bruciava i pensieri


tutto aveva una strada col suo inizio e fine


e la natura finiva in un voglio


che adesso è un compromesso con fortuna


il tavolo è sopra la bara dei ieri


a volte mi cerco allo specchio


a volte i calli dei piedi pesano più dei miei anni


dentro


nel profondo


sono rimasti solo gli scheletri dai ricordi


e l’Ego fiorisce con la pioggia


come se il dopo fosse un frutto proibito


da cui mordere un altro attimo di fede

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